(Read in Italian)

After nearly six years under the economic crisis, Italy finally began to show some signs of recovery in 2015. The Columnist interviewed Paulo Frizzi, Country Director in Italy for Consulus, to find out his perspective on the issues surrounding his country and viable solutions for them in the year 2016.

What is your wish for Italy in 2016?

Despite having a long way to go, Italy is slowly but steadily recovering from the severe economic crisis. In order to benefit from this political stability, my wish is for the government to encourage economic growth by implementing more structural reforms and better policies for companies and businesses.

What will be the most significant event in 2016?

We cannot ignore the geopolitical situation of the world, particularly the unresolved civil wars in Syria and Libya. These are adversely affecting the social landscape on a large, transcontinental scale, from Europe to Asia. Hence, there is a need for a large and inclusive alliance of nations to find an agreement to resolve such wars and plan a long term resolution to nurture the stability and pacification of the region. On that account, the new year brings about a renewed chance to host such a historical change of pace in the world’s affairs.

What challenges does Italy face?

The country faces national challenges, such as the need for a renewed economy, and international challenges such as coping directly with the migrant crises that are threatening the social and political unity of the EU. This is a crucial period for Italy where its political solidity and economic capability will be tested as it attempts to sustain growth and ignite innovation and creativity.

What is the one opportunity in your country that outsiders are not aware of?

You would understand how richly diverse the country is when you come to Italy and travel across more than one city. In the past, every major city or region was either a glorious nation, kingdom, dukedom or city-state. On one hand the country’s past has affected the people’s fondness for its national identity, but on the other hand, its legacy continues to offer a splendid array of local diversification.

We cannot talk about one country without mentioning about its signature dish. So what dish will you recommend to someone who visits your country for the first time in order to introduce your culture and why?

I opt for Risotto, an Italian rice dish made from rice and a mix of classic Italian condiments including olive oil, onion, carrot and celery.

Photo credit: Flickr | paPisc (CC BY-SA 2.0)

Risotto con tonno e piselli. Photo credit: Flickr | paPisc

This is apparently the simplest recipe that seems easy to grasp yet tough to master. Once you are able to cook it well, you have the key to most of the other Italian dishes. Similarly, our culture seems to be easy to understand but you will need a lot of time and patience to fully explore its extraordinary complexity.

Thank you for joining us and Happy New Year!

Read how other Consulites think 2016 will be for their countries.


Ravvivare i colori dell’Italia nel 2016

Dopo quasi sei anni di crisi economica, nel 2015 l’Italia ha finalmente iniziato a mostrare segnali di risveglio.The Columnist ha intervistato Paolo Frizzi, Country Director di Consulus in Italia, per sentire le sue idee e soluzioni a riguardo delle sfide che il paese sta affrontando.

Qual è il tuo desiderio per l’Italia nel 2016?

Il paese sta lentamente ma progressivamente uscendo da una stagione di crisi economica anche se la strada per una piena guarigione non è ancora del tutto percorsa. Di conseguenza il mio augurio è diretto al governo: affinché benefici dalla stabilità politica che l’Italia sta godendo per incoraggiare l’economia con riforme strutturali efficaci e con politiche migliori nei confronti delle imprese.

Quale sarà l’evento più importante del 2016?

Non possiamo ignorare la situazione geopolitica, particolarmente critica a causa delle guerre civili in Siria e Libia. Entrambe stanno pesantemente influendo sulla situazione politica e sociale di una vasta regione transcontinentale, dall’Europa all’Asia. Il nuovo anno custodisce la possibilità di un cambio di scenario positivo se un’alleanza internazionale, ampia ed inclusiva, sarà capace di trovare terreno comune non solo per la risoluzione dei conflitti in corso, ma per la messa in opera di un processo di lungo periodo capace di sostenere la stabilità e la pacificazione della regione.

Quali sfide sta attraversando l’Italia?

Il paese sta affrontando due ordini sfide: nazionali, dovute al bisogno cronico per una rinnovata economia; e internazionali, per l’urgenza di far fronte alle crisi dei migranti che stanno mettendo in discussione l’unità politica e sociale europea. Il 2016 sarà un periodo cruciale per l’Italia, dove ne saranno testate l’unità politica, l’attitudine a sostenere il rinnovamento economico e la capacità di innescare innovazione e creatività nell’economia e nella società.

Qual è un opportunità che offre il paese e che solitamente chi lo visita non conosce?

Percorrendo l’Italia in largo – quindi non solo visitando una delle sue città – si può coglierne la sorprendente diversità. Nel passato ogni angolo del paese è stato in qualche momento della storia un regno, stato o ducato indipendente e glorioso. Oggi quest’eredità influisce da un lato sull’affezione – o sarebbe meglio dire disaffezione – nei confronti dell’identità nazionale, dall’altro garantisce un’impareggiabile varietà regionale, che assicura a chi visita il paese un’ampia e diversificata gamma di opportunità ed esperienze, che siano turistiche, culturali od economiche.

Quale piatto raccomanderesti a qualcuno che visita l’Italia per la prima volta per introdurne la cultura?

Raccomanderei il risotto, cucinato seguendo la semplice ricetta tradizionale: riso cotto nel brodo e arricchito con i condimenti classici della cucina italiana (olio d’oliva, sedano, carota e cipolla). Questo procedimento è veloce da descrivere ma difficile da padroneggiare: apparentemente la più semplice delle ricette ma che in realtà nasconde più di un tranello per i novelli cuochi. Cucinarla al meglio significa tenere in mano le chiavi per dischiudere una larga parte dei segreti della cucina italiana. In qualche modo questa è la metafora della cultura del paese: all’apparenza semplice da cogliere, ma che in realtà custodisce un’eccezionale complessità che chiede tempo e pazienza per essere interamente compresa.

Grazie perché siete con noi, buon anno!

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